Paolo Baldacci, noto mercante e studioso di De Chirico, non tralascia occasione per emettere non richiesti giudizi nei confronti di chiunque si occupi dell’artista, fino a prendersela anche con De Chirico stesso (cfr. lo scorso numero p. 44)! Che la Metafisica dechirichiana sia nata a Firenze nella seconda metà del 1910 è un dato storicamente acquisito, esattamente come l’artista stesso in momenti diversi (1912, 1929, 1945) ha con assoluta precisione scritto e dichiarato: è un evento che nessuno storico dell’arte ha mai messo in dubbio. Paolo Baldacci, invece, entrato fortunosamente in possesso nella prima metà del 1994 della copia di alcune straordinarie lettere scritte da De Chirico tra il 1909 e 1911 a un suo amico dell’accademia di Monaco, Fritz Gartz, ha cercato di dimostrare, attraverso una lettura, a mio avviso, distorta della datazione e del contenuto di tale corrispondenza, che De Chirico avrebbe scientemente alterato il luogo e la data di nascita della Metafisica, spostandola da Milano 1909 a Firenze 1910, all’esclusivo fine di attribuire a sé soltanto il merito della scoperta della Metafisica e al contempo di cancellare il contributo essenziale se non addirittura prevalente che, secondo Baldacci, il fratello Alberto Savinio gli avrebbe fornito durante il soggiorno milanese del 1909. Tale stravagante teoria fu immediatamente contestata da Maurizio Calvesi, massimo studioso italiano di De Chirico. Ciononostante Baldacci si è sentito autorizzato a «processare» De Chirico, ricoprendolo di giudizi di-spregiativi ed epiteti offensivi. Ha continuato per anni su questo filone e nel 2008 (Winterthur) è giunto a sostenere, con soddisfazione visibile quanto infondata, che ormai la sua teoria (errata) sulla Metafisica era pressoché unanimemente accettata da tutti gli studiosi! La Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, che ha il preciso compito di tutelare la personalità intellettuale e artistica del Maestro, ha ritenuto di dover confutare una volta per tutte questa manipolazione storica. A tal fine, nell’ultimo numero della sua rivista «Metafisica» ha pubblicato tutte le lettere di Giorgio de Chirico a Fritz Gartz in facsimile e con la trascrizione integrale in lingua originale tedesca, insieme alla traduzione in italiano e in inglese, in modo da permettere a tutti la libera consultazione di queste lettere che rivestono grandissima importanza teorica in quanto illuminanti su come De Chirico sia giunto alla scoperta della Metafisica: dalla rivelazione avuta in piazza Santa Croce, all’opera «L’enigma di un pomeriggio d’autunno», 1910. L’intenzione della Fondazione è quella di presentare il maggior numero possibile di documenti originali pertinenti alla vita e all’opera del Maestro in modo da facilitarne un’aperta e non pregiudiziale conoscenza: dal 2002 a oggi ha pubblicato un corpus prezioso di scritti inediti (tra cui oltre 110 lettere). Nell’ultimo numero, gli articoli di Riccardo Dottori sugli aspetti filosofici della questione, e di chi scrive sugli aspetti storici, hanno dimostrato quello che De Chirico aveva sempre sostenuto sulla nascita della sua arte e cioè che la Metafisica è nata a Firenze nel 1910. Ancora uno spunto di riflessione: la Fondazione, grazie a Katherine Robinson, ha scoperto uno straordinario testo che fu letto da Paul Guillaume in occasione della presentazione di alcuni quadri metafisici di Giorgio de Chirico al Teatro Vieux-Colombier di Parigi il 3 novembre 1918. Si è ipotizzato prudentemente che il testo potesse risalire alla penna di Guillaume sulla base degli scritti teorici di De Chirico ma, a rivista chiusa (2008), il bel libro di Giovanni Lista (febbraio 2009) riporta parte di una lettera dalla quale risulta che Alberto Savinio avrebbe inviato il testo a Guillaume. Ciò valorizza la scoperta di Katherine Robinson di quello che ne consegue essere un inedito di Savinio, straordinario artista allo studio del quale la Fondazione è ben lieta di aver contribuito.
q Paolo Picozza, presidente Fondazione Giorgio e Isa de Chirico