
Conosco Lynda Benglis (n. 1941, Lousiana) da moltissimi anni e in una maniera o nell’altra le nostre strade si sono incrociate più volte, non soltanto perché siamo più o meno della stessa generazione artistica di New York. Lynda ha studio nello stesso edificio nel quale viveva e lavorava il mio grande amico Michael Goldberg, che aveva l’ex studio di Rothko, e nel quale ancora vivono Lynn Umlauf, la vedova di Mike, e John Giorno, poeta e performer della Beat Generation. Lì ci passano tante persone della cultura viva. Per esempio ricordo di aver rubato un cartello che istruiva il postino a mettere la posta per William Burroughs nella casella postale di Giorno. Quando mi sentivo solo e mi autoinvitavo a cena da Mike e Lynn, sovente c’era anche Lynda. A un certo punto incominciai a esporre nella mitica galleria Bykert. Senza sapere che il proprietario, Klaus Kertess, era il compagno di Lynda, mi ricordo di aver espresso forti dubbi sulle sue sculture che all’epoca mi parevano troppo arbitrarie. Klaus rispose che sì, però c’era sotto più di quanto sembri.
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