"Piena disponibilità" del Ministero per i Beni e le Attività culturali a partecipare all'asta dell'Archivio Vasari, sottoposto a vincolo pertinenziale alla Casa Museo Vasari di Arezzo. Lo dichiara in una nota del Mibac il ministro Sandro Bondi. Il 10 novembre scorso: Equitalia, la società di riscossione del fisco, aveva proceduto al pignoramento dei documenti vasariani per debiti degli eredi Festari, proprietari dell'Archivio, verso l’erario. L'asta si terrà martedì prossimo, 9 marzo, ad Arezzo. Come riferisce un articolo di "Il Corriere Aretino", l'avviso di vendita dell'Archivio è stato pubblicato il 2 marzo e il prezzo base per i 31 lotti elencati è di 2,6 milioni di euro. Qualora questa prima asta andasse deserta, il 16 marzo se ne terrebbe una seconda, con un prezzo di partenza non inferiore alla metà della base d'asta. Lo scorso autunno aveva suscitato clamore la notizia che, nonostante il vincolo apposto dal Ministero sin dal 1994, l'Archivio, di proprietà della famiglia Festari, fosse stato venduto a una società russa di costruzioni, la Ross Engineering, per la favolosa (e inspiegabile, vista l'indisponibiltà dei documenti vincolati) somma di 150 milioni di euro (cfr. Il Giornale dell'Arte n, 292, nov. '09, p1 e n. 293. dic. 09, p. 1). Nel frattempo due dei protagonisti della vicenda sono scomparsi: Giovanni Festari, morto il 17 ottobre, e l' acquirente dell'Archivio, un oligarca siberiano cui la Ross Engineering avrebbe fatto da schermo, deceduto poco dopo in un incidente stradale.