roma. Non sarà Ministro per i Beni culturali, come molti avevano supposto. Non si parla più di questa promozione per Guido Bertolaso dopo la bufera giudiziaria che investe la sua Protezione Civile. Anche se Sandro Bondi lascerà il Mibac, Guido Bertolaso non sarà tra i candidati al suo posto. È svanita così una possibilità e un rischio: che i metodi della Protezione Civile, operare cioè «in deroga» alla legge ordinaria per affrontare eventi eccezionali, si intrecciassero troppo strettamente con le vicende del nostro patrimonio artistico. Eppure i legami tra questi due mondi lontani sono già stretti e se ne possono valutare le conseguenze.
Ben quattro Soprintendenze, quattro luoghi simbolo della nostra cultura, sono ufficialmente «in stato di emergenza». La Presidenza del Consiglio ha emanato una serie di ordinanze (tra le 250 dell’attuale governo Berlusconi), nell’ambito della Protezione Civile di Bertolaso e sono stati nominati quattro commissari per risolvere con provvedimenti d’urgenza e con poteri speciali (semplificazione di tutte le procedure, comprese quelle per gli appalti) i gravi problemi che le quattro Soprintendenze, si sottintende, non erano in grado di risolvere.
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