Dal 4 marzo, nel Carcere alto di Castel Sant’Elmo, apre al pubblico il museo Napoli Novecento (1910-1980). Sono visibili 150 opere, tra dipinti e sculture, di 90 autori, partenopei e non, a testimonianza di settant’anni di storia figurativa napoletana, allestite in un percorso cronologico suddiviso per sezioni: dalla documentazione della Secessione dei ventitré (1909) o del primo Futurismo a Napoli (1910-1914) al movimento dei Circumvisionisti e del secondo Futurismo (anni Venti-Trenta); dalle varie testimonianze del periodo tra le due guerre alle esperienze susseguitesi nel secondo dopoguerra (1948-1958), dal Gruppo Sud al cosiddetto Neorealismo, dal gruppo del Mac all´Informale o al Gruppo ´58. Seguono le sezioni riservate agli anni Settanta, con le sperimentazioni poetico-visive e l´attività dei gruppi legati alle esperienze condotte nel campo del sociale. Nell´ultima sezione è documentata l´attività di quanti, pur continuando a operare dopo il 1980 sperimentando linguaggi diversi, si erano già affermati in città in quel decennio, prima che il sisma del 23 novembre colpisse e segnasse nel profondo Napoli e altre aree meridionali.
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