
roma. Prende avvio il 3 marzo con la mostra «Digital life» (fino al 2 maggio) dedicata alle contaminazione tra tecnologia, nuovi media e arte, e organizzata dalla Fondazione Romaeuropa il programma espositivo della Pelanda, un nuovo grande spazio culturale all’interno dell’ex Mattatoio di Testaccio inaugurato il 18 febbraio scorso. Si tratta dell’antica pelanda dei suini, il maggiore degli edifici destinato appunto alla macellazione dei suini, con corpo principale a grande navata, ciminiera a cono e strutture in ferro di archeologia industriale che gli conferiscono un grande fascino. L’idea nasce 10 anni fa e si deve a Zoneattive (società il cui unico socio è la stessa Azienda speciale Palaexpo, composta da professionisti nel campo della progettazione, comunicazione e produzione di eventi culturali), ma il cantiere apre a fine 2006 e solo oggi arriva in porto con una spesa di circa 13,5 milioni di euro. La struttura, che sorge alle spalle dei due padiglioni di Macro Future e farà parte della «galassia» Macro, il museo d’arte contemporanea della città, sarà un sistema aperto, modulare, un centro di progettazione e produzione culturale multidisciplinare che Zoneattive aprirà ai talenti di Italia ed Europa. Lo spazio è di oltre 4mila mq, con due teatri studio, una sala di registrazione, 6 atelier collegati tra loro, una galleria polifunzionale di mille mq (nella foto), magazzini, foresteria, due aule, copertura wi-fi. Nella Pelanda avrà sede anche la fiera «Road to contemporary art», la Festa dell’Architettura e una mostra su Fellini.