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Fotografia


Roma

Paesaggi biografici

160 immagini di Stephen Shore raccontano i «luoghi comuni» dell’America degli anni Settanta

roma. Giorni felici per gli appassionati italiani di fotografia americana contemporanea: mentre alla Triennale di Milano prosegue la mostra di Alec Soth,  apre la retrospettiva di quello che può essere considerato uno dei suoi maestri ideali, Stephen Shore, una delle figure più influenti del panorama fotografico a partire dagli anni Settanta. Fino al 25 aprile è infatti visitabile al Museo di Roma in Trastevere «Stephen Shore. The Biographical Landscape», mostra itinerante che raccoglie oltre 160 immagini realizzate dall’artista dal 1969 al 1979, il decennio che lo ha visto esordire e rapidamente affermarsi come maestro indiscusso della fotografia a colori, tra pop e reminiscenze concettuali (a cura di Stephan Schmidt-Wulffen, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune e da Aperture Foundation, organizzata da Zètema). Nato a New York nel 1947, classico caso di enfant prodige, Shore già a 17 anni collabora alla Factory di Andy Warhol, nel 1971, ventiquattrenne, tiene una mostra al Metropolitan Museum, nel 1976 è il MoMA a dedicargli una personale, nel 1982 è nominato direttore del Dipartimento di Fotografia al Bard College, dove tuttora insegna.
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(il testo integrale è disponibile per gli abbonati)

di Walter Guadagnini, da Il Giornale dell'Arte numero 296, marzo 2010

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