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Museo di Milano

Come si vestivano i milanesi

Riapre nel cuore del quadrilatero della moda il museo di Palazzo Morando, arricchito da abiti e accessori storici: illustra i costumi e i consumi della città nei secoli

Un ornamento nelle collezioni di Palazzo Morando

milano. Riapre il primo marzo, con un nuovo volto e il nuovo nome di Palazzo Morando Costume Moda Immagine, quello che per decenni i milanesi hanno conosciuto come Museo di Milano, dal 1956 ospitato proprio nel palazzo Morando Attendolo Bolognini di via Sant’Andrea, che fu legato nel 1945 al Comune dall’ultima erede. Se l’impianto generale e l’allestimento del museo, sia nel sontuoso appartamento monumentale sia nelle sale in cui è conservata la raccolta Beretta di dipinti che documentano la vita di Milano dal XVII all’inizio del XX secolo, sono rimasti inalterati, così come sono illustrati nella guida edita lo scorso anno da Skira (Museo di Milano. Palazzo Morando Attendolo Bolognini, a cura di Paola Zatti), agli arredi sfarzosi e ai dipinti su Milano si aggiungono ora costumi storici appartenenti alle raccolte del Castello Sforzesco, che saranno esposti a rotazione, mettendoli in rapporto con i dipinti e con gli ambienti del museo. L’intero primo piano ospiterà così abiti che, secondo la rigida etichetta dei secoli passati, erano destinati alle diverse occasioni: abiti da ballo nel gran salone, da ricevimento nei salottini e, nelle sale tematiche della quadreria, abiti confacenti ai luoghi rappresentati: da pomeriggio nella sezione dedicata alla vita dei caffè e così via. «Il nuovo volto del museo intende radicarlo fortemente nella zona in cui si apre, nel cuore del quadrilatero della moda, spiega Marina Messina, direttore delle Raccolte Storiche. Ciò che intendiamo farne non è un museo statico ma, soprattutto al piano terreno dove disponiamo di mille metri quadrati di superficie espositiva, una sorta di laboratorio in cui studiare l’evoluzione dei costumi e dei consumi. Nel Museo del Risorgimento, in via Borgonuovo, si continuerà a indagare la storia politica ed economica, qui invece la storia del gusto, dell’arte manifatturiera e dell’immagine, anche attraverso la fotografia e il cinema». Appena saranno messi a punto gli spazi di via Bagutta, dal Castello arriveranno a Palazzo Morando i quattromila abiti e accessori delle raccolte del Costume (al Castello resteranno i seimila tessuti), conferiti a questo museo. Tre le mostre inaugurali (dal 2 marzo al 2 maggio): «Dettagli di moda. Gli anni Venti e Trenta nella collezione Mangiameli», la raccolta donata da Anna, Benedetta e Lucia Mangiameli, della storica casa milanese produttrice di borse e accessori, che hanno collezionato questi preziosi manufatti per ispirare le loro creazioni (catalogo Allemandi); un omaggio ai 150 anni dell’azienda Frette, che narra l’evoluzione dei consumi tessili dall’Ottocento a oggi; e una selezione dei costumi della collezione della sartoria teatrale Tirelli, creati per film indimenticabili, come «L’età dell’innocenza», e celebri messe in scena teatrali.
© Riproduzione riservata

di Ada Masoero, da Il Giornale dell'Arte numero 296, marzo 2010


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