
milano. Per la sua 15ma edizione MiArt (Fieramilanocity dal 26 al 28 marzo) prosegue sulla via imboccata lo scorso anno, quando accanto a Donatella Volontè, responsabile per l’arte moderna, era entrato Giacinto Di Pietrantonio per il contemporaneo. Una politica rivelatasi vincente, visto che quest’anno sono presenti per la prima volta fra i 140 espositori galleristi come Giò Marconi e Massimo Minini, che nelle edizioni passate avevano disertato, e che vanno ad aggiungersi alle significative new entry del 2009, anche se il parterre resta in larga parte italiano. Inedito il catalogo: non il solito regesto bensì un libro curato da Giorgio Verzotti, che affronta il ruolo delle gallerie italiane nel sistema recente dell’arte. Le immagini sono dell’artista e fotografo Armin Linke, a cui è stato chiesto di scattare anche quelle per la campagna promozionale. A Milovan Farronato è stato affidato il programma degli incontri e convegni, dai titoli latini un po’ stucchevoli (e talora maccheronici): «De Arte Disputatio»; «Eorum Vox»; «Libera opinione expositio»). Rinnovato anche il comitato consultivo, a cui tocca il compito di selezionare le partecipanti, composto dai galleristi Marco Altavilla, Paola Guadagnino, Epicarmo Invernizzi, Francesca Minini, Mauro Nicoletti, Lorcan O’Neill, Mario Pieroni, Mimmo Scognamiglio e Giulio Tega. Alla cura di Giacinto Di Pietrantonio, con Francesco Garutti, è affidata anche la mostra «Ibrido» che si apre al Pac dal 12 al 31 marzo: è una ricognizione sull’arte che si muove sempre più in zone di confine, slittanti tra discipline diverse. Torna il Fondo Acquisti, avviato con l’Associazione Amici di MiArt (formato da Fondazione Fiera Milano, Fiera Milano Spa, Rassegne Spa, Camera di Commercio di Milano, Regione Lombardia, Banca Popolare di Milano) e affidato a Massimiliano Gioni e Giorgio Verzotti. Sabato 27, infine, appuntamento con Enjoy MiArt, con le gallerie del circuito di Start aperte fino alle 22.
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