
madrid. Arco cerca una nuova identità che le permetta di mantenersi nella serie A delle fiere. La 29ma edizione della fiera d’arte contemporanea si è svolta dal 17 al 21 febbraio dopo una vigilia tormentata dalle polemiche tra l’Ifema, l’ente organizzatore, e alcuni galleristi (cfr. Il Giornale dell'Arte, n. 295, feb. ’10, p. 57) che chiedevano più qualità e rigore nella selezione dei partecipanti. Ma alla fine la posizione della direttrice Lourdes Fernández, che sembrava sull’orlo delle dimissioni, sembra esserne uscita rinforzata. Critiche ce ne sono state tante, soprattutto da parte delle gallerie spagnole: troppo grandi i padiglioni, troppo spazio vuoto e troppe assenze eccellenti, anche tra i collezionisti. Quanto all’impoverimento del parterre, privo di grandi nomi come Marian Goodman, Hauser & Wirth o Lisson, il gallerista di Bilbao Pedro Carrera ha fatto ricorso a un termine caro agli aficionados di Las Ventas, la plaza de toros di Madrid: «Es una faena», è un macello. Eppure alla fine gli spagnoli hanno venduto più del previsto ed Eduardo Cortés, contestato direttore dell’Ifema, definiva «positivo» il bilancio economico.
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