
Philip Haas (classe 1954) ha studiato storia dell’arte all’Università di Harvard e ha realizzato numerosi documentari su diversi protagonisti delle arti visive, da Gilbert & George a David Hockney, dalla pittura cinese a quella degli aborigeni australiani, agli scultori funerari del Madagascar. Ha avuto una «fellowship» dal Guggenheim Museum per il suo lavoro di documentarista e, nell’ambito della sua produzione cinematografica, il fascinosissimo film «Angels and Insects» del 1995 ha ricevuto una nomination all’Oscar ed è stato presentato in concorso al Festival di Cannes. Ha tenuto retrospettive alla National Gallery of Art di Washington, alla Tate Gallery di Londra, al Centre Pompidou di Parigi e lo scorso anno, da luglio a ottobre, il Kimbell Art Museum di Fort Worth, in Texas, ha presentato una serie di installazioni di film documentari realizzati da Haas e ispirati alle opere di cinque artisti appartenenti alla collezione del museo: un’antica pergamena cinese, un antico vaso greco, alcuni dipinti di Annibale Carracci e James Ensor, gli affreschi di Giambattista Tiepolo.
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