Il testo che segue è la prefazione di Sergio Romano per il volume «Eugenio di Savoia. Un generale tra Italia, Francia e Austria» (edizioni Corbaccio). La corte di Luigi IV re di Francia era un immenso villaggio reale abitato da principi del sangue, bastardi, cortigiani, cortigiane, amanti, consiglieri, servitori, tutti indaffarati ad acquisire privilegi (...) o, semplicemente, la più appagante delle conquiste: il potere. In questo villaggio nacque nel 1633 il figlio di Eugenio Maurizio di Savoia-Carignano, conte di Soissons, e di Olimpia Mancini, una delle tre nipoti che il cardinale Mazarino aveva lanciato alla conquista di Parigi. La madre di Eugenio era stata probabilmente amante del giovane re e aveva certamente sperato di salire al suo fianco sul trono di Francia. Il padre era un valoroso soldato (...) spesso assente da Parigi. Fra un padre lontano e una madre occupata da intrighi e complotti, il piccolo Eugenio crebbe come un monello. Di lui la duchessa di Orléans disse che era sempre sudicio e aveva lunghi capelli «che non pettina mai».
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