La notte del 25 febbraio è scomparso a Riehen, nei pressi di Basilea Ernst Beyeler, il “gallerista dei classici contemporanei”, mecenate e collezionista. Era nato a Basilea il 16 luglio 1921. Da giovanissimo aveva lavorato in un negozio di libri usati e alla morte del proprietario, Oskar Schloss, ne aveva rilevato l'attività, ampliandola e comprendendo anche l'esposizione di lavori di grafica. Abbandonato il commercio di libri nel 1950, si era dedicato interamente all'arte. Tra la fine degli anni Cinquanta e la metà degli anni Sessanta, insieme alla moglie Hildy, il primo colpo grosso: l'acquisto di circa 300 opere, appartenute al magnate americanodell'acciaio David G. Thompson, di, tra glia altri, Braque, Cézanne, Giacometti, Klee, Léger, Matisse, Mondrian, Picasso, artista quest'ultimo di cui diventerà amico. Nel 1966, lo spagnolo, che ammirava la qualità dei cataloghi delle mostre tenute da Beyeler, permise al gallerista di visitare il suo atelier a Mougins e di uscirne con 26 quadri da esporre per la vendita. L'unica sede della galleria continuò ad essere a Basilea, nell'ex negozio di libri al 9 di Bäumleingasse. A partire dal 1951 vi aveva organizzato oltre 250 mostre.
Nel 1971 era stato tra i fondatori di Art Basel, la più importante fiera d'arte contemporanea del mondo. Nel 1982, insieme a Hildy, costituisce la Fondation Beyeler, ospitata dal 1997 a Riehen il sobborgo di Basilea in cui il gallerista si è spento. L'edificio progettato da Renzo Piano, in cui sono esposte le circa 230 opere (di Cézanne, Degas, Monet, Van Gogh, Picasso, Léger, Kandinskij, Giacometti, Klee, Rothko, Lichtenstein) della collezione privata dei Beyeler è oggi il secondo museo più visitato della Svizzera, con oltre 320mila visitatori l'anno. Hildy è morta nel 2008. Non avevano figli. La Fondation Beyeler è oggi guidata da Samuel Keller, già direttore di Art Basel.