
Per la prima volta un artista cinese sale sul podio dei più venduti in asta. Secondo un rapporto compilato da Art Price, l’organizzazione specializzata in analisi dei dati del mercato dell’arte, che verrà pubblicato il prossimo mese (e in parte anticipato ieri dal «Times») nel 2009 l’artista la cui opera ha totalizzato la somma complessiva più alta nelle vendite all’asta, dopo Picasso e Warhol, è stato Qi Baishi. È uno degli effetti della crescita del mercato in Cina, decisamente vitale nel 2009, in un momento in cui invece l’impatto della crisi economica si faceva sentire sulle piazze di Londra e New York.
Nella classifica stilata da Art Price Pablo Picasso (1881-1973) figura al primo posto con 121 milioni di dollari complessivi, posizione mantenuta nonostante questo valore corrisponda al 54% del totale realizzato del 2008. Il numero di vendite d’opere di Picasso di costo superiore a 1 milione di dollari si è più che dimezzato nel giro di un anno, passando dalle 39 del 2008 alle 15 del 2009. A fronte dei 13 milioni di dollari di «Mousquetaire à la pipe», prezzo a cui l’opera è stata aggiudicata in un’asta Christie’s del 6 maggio 2009, i risultati per altri quadri sono stati sotto le aspettative e, in particolare, due opere sulle quali le case d’asta riponevano speranze di record sono rimaste invendute. È il caso di «Instruments de musique sur un guéridon», dalla collezione Yves Saint Laurent-Pierre Bergé, che nonostante la provenienza «glamourous» è stato penalizzato da stime giudicate troppo alte (25-30 milioni di euro, pari a 31-39 milioni di dollari). L’altra opera che non ha trovato compratore è stata la «Tête de femme», offerta sempre da Christie’s in una vendita del 3 novembre con stime tra i 7 e i 10 milioni di dollari. Le analisi di Art Price fanno prevedere per il 2010 una diminuzione degli invenduti rispetto al 2009 (quando sono stati il 30%); tuttavia alcuni prezzi di fine 2009 sono ritenuti ancora sovrastimati.
Andy Warhol (1928-1987), con vendite complessive per 106 milioni di dollari, sale di un gradino rispetto alla classifica del 2008. E questo nonostante il calo complessivo del 55%, in confronto all’anno precedente, e una percentuale di invenduto del 33%. Nel 2007 era lui a capitanare la classifica ed è di quell’anno infatti il miglior prezzo di sempre: i 64 milioni di dollari raggiunti da «Green Car Crash (Green Burning Car I)» all’asta Christie’s del 16 maggio 2007. L’anno scorso 13 opere di Warhol hanno superato la soglia del milione di dollari (contro le 43 del 2008), e tra queste una ha fatto segnare il record dell’anno per un’opera del dopoguerra: «200 One Dollar Bills», un lavoro del 1962 raffigurante un biglietto da 1 dollaro ripetuto 200 volte, l’11 novembre 2009 in una vendita di Sotheby’s New York è stato aggiudicato a 39 milioni di dollari, contro stime di 8-12 milioni di dollari, segnando il secondo miglior prezzo di sempre per un Warhol (e dire che sempre un 11 novembre, ma di 23 anni prima, la stessa opera era passata di mano per 350mila dollari). Un’altra opera del re della Pop art era stata il top lot della vendita di arte contemporanea tenuta da Christe’s a Parigi in maggio, con i 620mila euro (circa 870mila dollari) pagati da un mercante asiatico per il ritratto di Yves Saint Laurent datato 1974. Notevoli anche le aggiudicazioni di «Flower», battuto a 895mila dollari nell’asta di arte contemporanea tenuta a New York da Christie’s il 23 settembre e i 310mila dollari raggiunti da un altro dei marchi di fabbrica dell’artista, una «Campbell Soup Can», aggiudicata da Sotheby’s il 24 settembre.Di Qi Baishi (1864-1957), che con 70 milioni di dollari occupa il terzo posto della classifica stilata da Art Price, il primo della lista, Picasso, diceva: «È il più grande pittore orientale», aggiungendo di non avere il coraggio di andare in Cina per timore di incontrarlo. Amato dagli artisti delle avanguardie e assai prolifico, Qi Baishi è un must in qualunque grande collezione cinese. La scalata alla classifica di quest'artista è andata di pari passo con la crescita del mercato dell’arte cinese cominciata nel 2004 (e con la crescita dei miliardari, frutto del boom dell’economia cinese: se ne contavano 130 lo scorso anno). Tra i primi 10 artisti della classifica di Art Price Qi Baishi è l’unico di cui si son vendute più opere nel 2009 che nel 2008 (+78%). Il 6 ottobre 2007 in un’asta tenuta da Sotheby’s a Hong Kong una sua opera del 1952, «Pesche e petardi», era stata aggiudicata a oltre 1,2 milioni di euro. Ma Qi Baishi è in ascesa su tutti i fronti: +224% il totale delle vendite annue e +29% per quanto riguarda l’indice dei prezzi. Una crescita sorprendente rafforzata anche dalla vendita del 22 novembre 2009, organizzata da Poly International a Pechino, durante la quale una serie di suoi disegni, dal titolo «Fiori e insetti», è stata aggiudicata al prezzo record di 85 milioni di yuan, equivalenti a circa 12,47 milioni di dollari. Per qualche ora questo artista autodidatta e di umili origini, che oltre alla pittura si dedicava alla calligrafia e alla poesia, ha eclissato gli exploit degli artisti cinesi contemporanei più in voga, come Yue Minjun, Chen Yifei e Zhang Xiaogang. Ma quello stesso giorno un rotolo lungo sei metri datato 1615 di Wu Bin, paesaggista attivo durante la dinastia Ming, quintuplicava le stime fino a fermarsi all’equivalente di 22 milioni di dollari.