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Avanguardia, je t’Aimé

Pierre Bonnard, «Fanciulla distesa», 1921, olio su tela, 56x61 cm. Parigi, Galerie Maeght. © foto Galerie Maeght Pierre Bonnard © by Siae 2010

ferrara. Dal 28 febbraio al 2 giugno, Palazzo dei Diamanti dedica una rassegna alla figura del mercante ed editore francese Aimé Maeght, figura chiave per lo sviluppo dell’arte moderna in Europa nella seconda metà del Novecento e attiva anche attraverso la  Fondazione a Saint-Paul de Vence, che con l’aiuto della moglie e sodale Marguerite permise, dal 1964, di far conoscere giovani artisti poi divenuti figure di spicco del secolo scorso. «Da Braque a Kandinskij a Chagall. Aimé Maeght e i suoi artisti», a cura di Tomàs Llorens e Boye Llorens, allinea un centinaio tra dipinti, sculture, ceramiche, disegni, incisioni, fotografie, volumi e riviste illustrate, come «Derrière le miroir» che accompagnava ogni esposizione delle edizioni Maeght con funzione di catalogo. Undici le sezioni della mostra, legate tra loro dagli interventi critici apparsi sulla rivista del gallerista: la prima ospita opere di Matisse e Bonnard, amici della coppia che spinsero ad aprire nel 1945 una delle maggiori gallerie del secolo. Proprio la vicinanza dei Maeght agli artisti, testimoniati dai ritratti alla signora realizzati da Matisse nel 1944 e da Giacometti nel 1961, è il tema della parte dedicata a Braque, mentre la terza e quarta parte ricordano rispettivamente la memorabile rassegna «Le Surréalisme en 1947», organizzata da André Breton e Marcel Duchamp, e Alberto Giacometti presente con vari bronzi. Seguono altre sale dedicate a Chagall, con opere scelte per dimostrare l’ampio ventaglio di tecniche usate da Kandinskij, Léger, Bram van Velde, Pierre Tal-Coat, Alexander Calder, Miró, Chillida e all’attività della fondazione costituita in memoria del figlio scomparso giovanissimo.

di Stefano Luppi, da Il Giornale dell'Arte numero 295, febbraio 2010


  • Vasilij Kandinskij, «Nodo rosso», 1936. © Archives Fondation Maeght Vassilij Kandinskij © by Siae 2010

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