STRASBURGO E IXELLES. Prosegue fino al 10 gennaio al Musée d’Ixelles in Belgio per poi trasferirsi al Musée d’Art moderne et contemporaine di Strasburgo (dal 6 febbraio al 25 aprile) la mostra «La photographie n’est pas l’art. Capolavori della fotografia da Man Ray ai nostri giorni dalla collezione Sylvio Perlstein» (a cura di David Rosenberg e Régis Durand, catalogo Editions du Musée d’Art moderne et contemporain de la Ville de Strasbourg, 356 pp., e 49,00). Il gioielliere e mercante di diamanti Perlstein, nato ad Anversa, cresciuto in Brasile, ha creato negli anni una collezione fotografica straordinaria, di cui la mostra odierna rende conto in maniera più che esaustiva: duecento opere di autori che hanno segnato la storia della fotografia dagli anni Venti a oggi, tra i quali Man Ray, Hans Bellmer, Brassaï, Walker Evans, Robert Frank, ma anche i protagonisti della fotografia di matrice concettuale dei decenni Sessanta e Settanta e le grandi figure del panorama attuale, da Vik Muniz a Nan Goldin a Barbara Kruger.
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