
E così eccolo qui, il Battista di Leonardo che viene dal Louvre. Bello al punto da farti dimenticare che hai letto più comunicati stampa e più articoli sul suo valore assicurativo, reboanti comme il faut, che non sul dipinto stesso. Viene dal grande Louvre. Ma non è esposto, come ti saresti aspettato, nel «Louvre milanese», cioè a Brera, ma a Palazzo Marino, cioè nella sede del Comune.In effetti l’idea di paragonare Brera al Louvre, che è un po’ come prendere un diamante da cinque carati e chiamarlo Koh-i-Noor due, non è mia, ma dei solerti collaboratori del ministro Bondi e del sindaco Moratti: il quale sindaco è così concentrata e tesa sul progetto di un «Louvre milanese» che, alla prima occasione di dargli un po’ di lustro e un po’ di visitatori, il Leonardo se lo è portato in ufficio e si è guardata bene dal farlo esporre colà. Eppure solo qualche settimana fa erano tutti proprio a Brera, schierati e impennacchiati, Bondi, Moratti e il prode assessore Finazzer Flory, ad annunciare un mirabolante road show in giro per il mondo per lanciare «il Louvre milanese».
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