Roma. La Corte dei Conti, nella relazione sul «Rendiconto generale dello stato per il 2008», ha sottolineato che il succedersi delle riforme dell’assetto organizzativo del Ministero per i Beni e le Attività culturali ha determinato uno stato di «riorganizzazione permanente», che ha inciso pesantemente sulla pianificazione delle attività e degli interventi, rallentando la realizzazione dei programmi. Istituito nel 1998, il Ministero ha infatti già subito numerosi provvedimenti di modifica e quattro riforme generali, l’ultima delle quali (la riforma Bondi) è stata emanata con il Dpr 2 luglio 2009, n.91, che la Corte si riserva di valutare in futuro. La Corte è fortemente critica sulla nomina di un commissario delegato agli interventi urgenti nelle aree archeologiche di Roma e Ostia Antica: gli strumenti straordinari a sua disposizione rischierebbero di indurre a eludere principi e criteri di corretta gestione dei procedimenti e di tutela. La Corte apprezza il miglioramento della quantità di residui (da 1.255 milioni ...
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