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nctm e l’arte: il “ruolo generativo” di uno studio legale per la crescita dell’ambiente artistico italiano

In occasione dell’incontro pubblico con l’artista Uriel Orlow, la curatrice Gabi Scardi racconta il progetto di supporto all’arte del presente sviluppato insieme a Nctm Studio Legale

nctm e l’arte è il “progetto di supporto all’arte del presente” nato nel 2011 dopo un anno di conversazioni tra Nctm Studio Legale e la curatrice Gabi Scardi.
“La scintilla che ha dato origine al progetto”, racconta Gabi Scardi, “è stata proprio questa disponibilità al dialogo, motivata dalla curiosità nei confronti del mondo artistico da parte dei professionisti dello studio”.
Professionisti che, consapevoli del valore della competenza in qualsiasi campo, hanno affidato a una professionista il proprio progetto culturale.
L’intervento di una curatrice ha così agevolato lo sviluppo di un insieme articolato di azioni: “La cosa più straordinaria è che siamo riusciti ad attivare un progetto a lungo termine, organico pur nelle sue molte sfaccettature”, sottolinea Gabi Scardi.
A rendere armonica questa molteplicità di sfaccettature è la matrice che le accomuna: il progetto si propone di avere nei confronti dell’arte un ruolo attivo, che la curatrice definisce “generativo e fecondo”.
Nell’ottica di “fecondare” il mondo artistico, la collezione dello studio si basa quindi relativamente poco sulle acquisizioni di opere esistenti e più sul supporto di creazioni che per varie ragioni gli artisti coinvolti non sono ancora riusciti a realizzare.
Il progetto destina inoltre borse di studio a fondo perduto ad artisti italiani invitati a partecipare a residenze all’estero: un investimento che se da un lato contribuisce alla crescita dell’ambiente artistico italiano, dall’altro agevola la diffusione dell’arte italiana contemporanea nel mondo.
Perché l’ambiente creativo stimolato dal progetto non resti confinato all’ambito artistico, gli artisti supportati da Nctm vengono presentati al pubblico attraverso incontri ospitati dallo studio.

Protagonista dell’ultima presentazione aperta al pubblico è stato l’artista Uriel Orlow, la cui serie Still Aftershock è entrata a far parte della collezione di nctm e l’arte.
L’opera prende avvio da una serie di immagini della distruzione causata da un terremoto che nel 1988 colpì Spitak, cittadina nel nord dell’Armenia, allora parte dell’Unione Sovietica.
L’incontro diretto con l’artista offre al pubblico una prospettiva diversa sulle opere, contestualizzate attraverso il racconto degli stessi autori sulle suggestioni che ne hanno stimolato la generazione. L’interesse per la stratificazione temporale di Orlow suggerisce così una chiave di lettura alle sue opere, nelle quali l’artista “affronta il nodo che lega il presente e il futuro a un passato irrisolto, cercando di fare luce sulle possibilità di comprendere l’oggi e di trovarvi un senso per il domani”.

Una prospettiva sul mondo, quella di Orlow, che va ad arricchire il panorama di sguardi che dal 2011 il progetto nctm e l’arte ha sostenuto e collezionato, generando uno scambio virtuoso in cui a trarre giovamento non è soltanto il mondo artistico, ma anche l’immaginario creativo degli stessi professionisti dello studio.
“Nctm è consapevole della capacità degli artisti di guardare al mondo da un punto di vista originale”, spiega Gabi Scardi. “Attraverso lo scambio col mondo artistico lo studio si arricchisce di prospettive che inevitabilmente hanno una ricaduta anche in ambito professionale. Per un professionista è fondamentale saper innovare il proprio sguardo, così da trovare nuove soluzioni rispetto a quelle già sperimentate in passato”.


Uriel Orlow
Uriel Orlow vive e lavora a Londra e Zurigo.
Il suo lavoro affronta, con rigore e concisione, attraverso diversi linguaggi espressivi, il tema del passato, della storia e del suo retaggio, del rimosso e dei resti delle grandi ambizioni.
Alcune sue opere hanno riguardato, ad esempio, la realtà post-sovietica di luoghi dal passato complesso quali l’Armenia (Remnants of the Future, 2010-2012; Porous Present, 2010 - 2014).
Negli ultimi anni l’attenzione di Uriel Orlow si è spostata verso la storia coloniale e i suoi effetti sulla società attuale. La ricerca lo ha portato in Sud Africa, con un’indagine a lungo termine che coniuga materiali d’archivio e altri spunti, tutti legati all’ambito della botanica.
In occasione di Manifesta 12 (Palermo, 16.06/04.11.2018), l’artista ha realizzato la serie Talking to Trees dedicata ad alcuni alberi rappresentativi della storia d’Italia: il cipresso di San Benedetto, patrono della cittàdi Palermo; l’Ulivo dell’Armistizio, che è stato testimone della Seconda Guerra Mondiale; e l'albero diGiovanni Falcone situato vicino alla casa del magistrato. Il progetto vede il sostengo di nctm e l’arte.

@ Riproduzione riservata

di Alessia Tripaldi


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