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Fotografia come spazio per la sostenibilità. I finalisti del Prix Pictect 2018 in mostra a CAMERA

Dopo Londra, Zurigo, Tokyo, Stoccarda, Bruxelles, Mosca, New York, San Diego e Città del Messico, la mostra che include le opere finaliste del prestigioso Prix Pictet fa tappa a Torino negli spazi del CAMERA Centro Italiano per la Fotografia. Fondato nel 2008 dall’omonimo gruppo finanziario, il Prix Pictet è diventato nel tempo uno dei primi – e più generosi – riconoscimenti al mondo per la fotografia e la sostenibilità, assegnando al vincitore un premio di 100.000 franchi. Ogni edizione è stata tematizzata al fine di evidenziare una particolare aspetto dell’idea di sostenibilità. Vincitore dell’edizione 2018 è il fotografo irlandese Richard Mosse, autore della serie Heat Maps.

Benny Lam Trapped 08 - Series: Subdivided Flats, 2012 - © Courtesy of Benny Lam (photographs), Kwong Chi Kit and Dave Ho (concept), Prix Pictet 2017

Torino. «Dopo il successo della grande esposizione dedicata a Carlo Mollino, la nuova mostra rappresenta un’ulteriore dimostrazione della centralità conquistata da CAMERA, anche nel panorama internazionale, a soli due anni e mezzo dalla sua inaugurazione, lungo un percorso reso possibile grazie ai nostri partner: Intesa Sanpaolo nell’ambito del Progetto Cultura, Eni, Lavazza, Reda e grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo. L’opportunità di presentare a CAMERA le opere del Prix Pictet è per noi motivo di orgoglio nella consapevolezza del prestigio e del grande valore culturale e sociale dell’iniziativa, da sempre concentrata sul tema della sostenibilità». Con queste parole del Presidente Emanuele Chieli, è stata inaugurata a CAMERA | Centro Italiano per la Fotografia, il 23 maggio, la mostra Prix Pictet.Space. Un percorso espositivo basato sulle opere finaliste e vincitrici della settima edizione del Prix Pictet, premio fotografico internazionale dedicato al tema della sostenibilità. Visitabili sino al 26 agosto, le opere vengono ospitate negli spazi di CAMERA a Torino – unica tappa italiana di un prestigioso tour che ha toccato nove capitali mondiali e importanti istituzioni culturali quali il Victoria and Albert Museum di Londra, Museum of Modern Art di New Mexico e Foundation CAB di Brussels.

Le opere di Mandy Barker (Regno Unito), Beate Gütschow (Germania), Richard Mosse (Irlanda), Saskia Groneberg (Germania), Rinko Kawauchi (Giappone), Benny Lam (Hong Kong), Munem Wasif (Bangladesh), Sohei Nishino (Giappone), Sergey Ponomarev (Russia), Thomas Ruff (Germania), Pavel Wolberg (Russia), Michael Wolf (Germania) raccontano per immagini lo spazio contemporaneo – usato come dispositivo per indagare la questione della sostenibilità e i rapporti che l’uomo intrattiene con l’ambiente circostante. Come sottolinea il direttore di CAMERA – Walter Guadagnini, «le mostre collettive della nostra istituzione uniscono sempre la qualità delle immagini esposte con la capacità di raccontare momenti cruciali della società: in questo caso è proprio il mondo che ci circonda a essere protagonista, è l’attualità che viene proposta al pubblico attraverso lo sguardo particolare di alcuni dei maggiori fotografi attivi oggi a livello mondiale». In questo senso, la settima edizione è stata vinta dal fotografo irlandese Richard Mosse, al quale sono andati 100 mila franchi svizzeri, premio attribuito alla serie Heat Maps, scatti di grande dimensione realizzati attraverso una termo-camera militare al fine di documentare la situazione migratoria dei profughi in Europa, Medio Oriente e Africa.

Il Prix Pictet nasce nel 2008 dall’omonimo gruppo finanziario, il Pictet Asset Management, una società di asset management indipendente con un patrimonio gestito di oltre 162 miliardi di euro investito prodotti che spaziano dalle azioni al reddito fisso, dagli strumenti alternativi alle soluzioni multi asset. L’obiettivo del premio offerto dal gruppo svizzero è quello di utilizzare il potere della fotografia per comunicare messaggi sulla sostenibilità a un pubblico globale per generare consapevolezza rispetto alle attuali sfide sociali e ambientali. Ogni vincitore viene nominato per mezzo di una articolata selezione che – nel tempo – ha coinvolto oltre 3500 artisti. Tale processo viene portato a termine da un gruppo di critici, curatori, giornalisti e galleristi, i quali propongono tra due e cinque fotografi ciascuno ai 200 membri del comitato di selezione sparsi in tutto il mondo e presieduto da Kofi Annan, già Segretario Generale delle Nazioni Unite. Secondo Sir David King, presidente della Giuria della più recente edizione del Premio, «i lavori presentati per questa edizione del Prix Pictet sono stati di uno standard eccezionalmente alto. La varietà di risposte creative dei circa 700 fotografi selezionati per il Premio è stata davvero notevole”.

I vincitori delle passate edizioni del Prix Pictet sono stati grandi fotografi contemporanei quali Benoit Aquin, Nadav Kander, Mitch Epstein, Luc Delahaye, Michael Schmidt, Valérie Belin, con opere che hanno preso in analisi – nell’ordine per edizione – i seguenti temi: Acqua, Terra, Crescita, Potenza, Consumo e Disordine. Sebbene le mostre dall’alta qualità artistica e l’importante potere narrativo abbiano raggiunto un pubblico molto ampio di persone, con oltre 550.000 visitatori registrati nei vari appuntamenti in giro per il mondo, la volontà di proporre una riflessione sulla sostenibilità che incida fortemente sul pensiero collettivo viene veicolata anche attraverso le pubblicazioni collegate ad ogni singolo evento espositivo, allargando la prospettiva e includendo, oltre alle immagini prodotte dai fotografi nominati, anche il lavoro dei fotografi preselezionati. In occasione di Prix Pictec. Space, il concetto di sostenibilità è stato declinato intorno al tema dello spazio in maniera allargata, in modo tale da poter accogliere il maggior numero di declinazioni possibili e allargare la visione verso l’esplorazione di diversi soggetti quali la sovrappopolazione, la disputa territoriale, l'inquinamento atmosferico, lo spazio cibernetico, le malattie portate dal vento, gli uragani, così come la fragilità delle grandi aree selvagge del pianeta e la tendenza all’accumulo e allo spreco.

L’impegno di CAMERA non si esaurisce nella attività espositiva ma si arricchisce di un public program (abbinato ai celebri appuntamenti di “Giovedì in CAMERA”) nell’ambito del quale due importanti fotografi contemporanei – Rinko Kawauchi e Sohei Nishino – racconteranno il loro percorso artistico, facendo un excursus della propria pratica e produzione culturale. Prossimo appuntamento il 28 giugno con Sohei Nishino, autore di un bellissimo reportage sul fiume Po – dalla sorgente al delta – nel quale ripercorre geografia e cultura restituendone una nuova visione.

@ Riproduzione riservata
Tag: CAMERA, PrixPictet, fotografia, mostra, premio

di Giangavino Pazzola


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