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Enrico Mattei: nasce il museo

Sabato 7 aprile a Matelica verrà inaugurato il museo dedicato ad Enrico Mattei

Piazza Enrico Mattei, a Matelica

Sabato 7 Aprile sarà inaugurato a Matelica (Macerata), il Museo dedicato ad Enrico Mattei (Acqualagna, 29 aprile 1906 – Bascapè, 27 ottobre 1962), con sede a Palazzo Mattei, già abitazione del Fondatore dell’ENI.

Figlio di Angela Galvani e di Antonio, Sottufficiale dei Carabinieri che gli trasmise i valori di appartenenza alla società civile, Enrico fin da giovane dimostrò intraprendenza, fondando una piccola azienda chimica. Vennero poi gli anni tragici del secondo conflitto mondiale durante i quali prese parte attiva alla Resistenza, dove si distinse per intelligenza e meriti militando nella parte “bianca”: fu uno dei 6 esponenti del CNL in testa al corteo milanese del 6 maggio 1945, a guerra finita.
Subito dopo fu nominato Commissario liquidatore dell’AGIP: con lungimirante visione operò in direzione opposta al mandato, trasformando di fatto la vecchia compagnia petrolifera in una multinazionale del petrolio, che nel 1952 assunse il nome di Ente Nazionale Idrocarburi (ENI), risultando fra i principali attori del “miracolo economico” di quei decenni.

Enrico Mattei non trascurò il ruolo dell’informazione, anticipando i tempi con l’acquisto di media fra cui il quotidiano “Il Giorno”, mai tradendo i propri ideali popolari e progressisti e restando sempre vicino alla sinistra cattolica, da cui proveniva.
La sua prematura morte nel 1962, a seguito di un “incidente aereo” nelle campagne pavesi presso Bascapè, innescò da subito fondati sospetti, ma soltanto mezzo secolo dopo, nel 2012, la sentenza di un processo collegato (morte del giornalista Mauro De Mauro, che indagava proprio su quei fatti), ammise ufficialmente che Enrico Mattei fu in realtà vittima di un attentato, con ogni evidenza mirato a far tacere per sempre l’uomo che, invece di favorire la colonizzazione del mercato dell’energia in Italia da parte della multinazionali del petrolio americane, conscio delle grandi potenzialità dell’Ente che doveva liquidare, lavorò sottobanco, per rafforzarla, creando le premesse per l’entusiasmante crescita economica nazionale che ne seguì.

La ricca e rocambolesca storia personale di Mattei, intrecciata indissolubilmente con quella del nostro Paese, rivivrà attraverso oggetti, documenti, immagini e cimeli personalmente raccolti nel tempo dalla nipote, Rosangela Mattei, per raccontare al mondo l’inimitabile storia di un uomo entrato a buon diritto fra i Grandi Italiani del ventesimo secolo.

Palazzo Mattei è da tempo meta turistica per tanti che, dall’Italia e dall’ estero, si muovono sulle tracce di un uomo le cui vicende meriteranno certamente un avvincente romanzo per essere raccontate, quando le ultime cortine fumogene saranno dipanate dal tempo, e che comunque già costituiscono ben più di un capitolo nei libri di storia contemporanea.
Con la sua azione Mattei mise il mondo politico italiano di fronte ad un fatto compiuto, che rivelava come il nostro Paese avesse la forza e la capacità per muoversi da solo: la sua lungimirante intraprendenza gli costò la vita, è ormai certo, anche se, in linea con i “misteri italiani” e con l’ipocrisia di fondo che caratterizza il sistema, esecutori e mandanti restano ignoti.

La struttura museale raccoglierà oggetti appartenuti ad Enrico Mattei, come le sue amate canne da pesca, ma anche fotografie che immortalano i momenti salienti della sua la vita, e tanti ritagli dei giornali d’epoca. Rilevante nel percorso storico previsto nel museo è lo spazio riservato alla scoperta del petrolio a Cortemaggiore, evento che cambiò la storia d’Italia e che di fatto consentì ad Enrico di trasformarsi da liquidatore dell’AGIP a fondatore dell’ENI.
Non a caso tra le autorità invitate alla inaugurazione del Museo ci saranno anche il Sindaco di Cortemaggiore, Gabriele Girometta, che parteciperà all’evento con una delegazione della cittadina piacentina, fra cui il presidente della associazione Turistica Cristian Carini.
La benzina SuperCortemaggiore fu protagonista del boom economico post bellico e, al di là dell’impatto che il petrolio piacentino ebbe sulla storia del nostro Paese, accompagnò gli italiani per più di un decennio fino a diventare un vero e proprio fenomeno di costume: il “cane a sei zampe”, simbolo dell’ENI, fu pensato e creato per accompagnare la benzina italiana SuperCortemaggiore. In tanti ancora ricordano il Carosello del 1958 interpretato da Franca Valeri e Gabriele Ferzetti, con la sceneggiatura di Dario Fo e la regia di Luciano Emmer: il filmato pubblicitario si concludeva con il celebre slogan: “Supercortemaggiore, la potente benzina italiana”.

L’intreccio tra la famiglia Mattei e Piacenza perdura anche ai tempi nostri: il figlio di Rosangela Mattei, Aroldo Mattei Curzi, è Presidente dell’Azienda piacentina Infinity Biotech, fondata dall’inventore/imprenditore Roberto Facchini, che si
occupa di disinfezione di ambienti, acqua e superfici.
Non a caso la stampa nazionale e internazionale sta parlando di conversione dall’Oro Nero (il petrolio) all’Oro Bianco (l’acqua) da parte della famiglia Mattei, con una sorta di passaggio di testimone da Enrico al pronipote Aroldo: la tecnologia utilizzata impiega infatti acqua accompagnata da bassissime percentuali di acqua ossigenata stabilizzata, in un processo mutuato dalla natura, assolutamente innovativo, destinato a diventare sempre più importante col crescere esponenziale del rischio di pandemie sostenute da microorganismi multiresistenti. “Zio Enrico”- afferma commossa Rosangela Mattei – “ne andrebbe certamente fiero”.

@ Riproduzione riservata

di Redazione


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