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Archeomarketing: marketing territoriale e fundraising per il Parco Archeologico di Paestum

Grazie all’apertura di un ufficio dedicato al fundraising il Parco Archeologico di Paestum ha intrapreso un processo virtuoso di raccolta fondi che coinvolge le comunità e l’imprenditoria locale

Il Parco Archeologico di Paestum (PAE) fa parte della UNESCO World Heritage List dal 1999, ed è uno degli esempi più significativi e meglio preservati della testimonianza della Magna Graecia in Italia.
Con l’arrivo nel 2015 del Direttore Gabriel Zuchtriegel e l’avvio della riforma Franceschini, il PAE ha iniziato a reperire fondi autonomamente, aprendo un ufficio dedicato al fundraising con Zoe Ferrari e Filippo Stefania, per valorizzare le diverse risorse del Parco e del Museo coinvolgendo più fasce di pubblico: Corporate Fundraising, Fundraising non sinallagmatico (per individui) e Crowdfunding, tutte attività per le quali il donatore può avvalersi della detrazione fiscale Art Bonus.

Questo piano diversificato e innovativo di ‘ArcheoMarketing’ ha raggiunto diversi obiettivi: la riapertura del tempio di Nettuno al pubblico; la creazione di un percorso senza barriere all’interno della Basilica per garantirne la massima accessibilità; la creazione un abbonamento annuale “Paestum Mia” che permette l’ingresso al parco 365 giorni l’anno, favorendo un significativo impatto economico a favore del territorio.
Elementi chiave di questo percorso sono il coinvolgimento della comunità (Crowdfunding) e dell’imprenditoria locale (Corporate Membership).

L’iniziativa “Adotta un blocco delle mura di Paestum” rappresenta un esempio di successo di crowdfunding nel Sud Italia: in soli 4 mesi sono stati adottati quasi 100 blocchi da privati e aziende.

IlCircolo di Athena, nell’ottica del Corporate Membership, coniuga la mission del PAE con le competenze di quattro eccellenze imprenditoriali, ambasciatrici del Made In Italy nel Territorio. Al centro ci sono il restauro e la valorizzazione del tempio di Athena, da cui nascono sinergie e progettualità condivise tra Impresa e Cultura. Sono state coinvolte piccole-medie imprese locali (PMI) come il Caseificio Barlotti e la famiglia Pagano, proprietaria del Savoy Beach Hotel e dell’Azienda Agricola San Salvatore 1988. Queste due aziende finanziano il restauro dell’intero fronte del Tempio di Athena, coprendo insieme il 40% del budget totale di spesa. Questo è un felice esempio di come un bene culturale diventa un hub di relazioni e sviluppo per tutto il territorio.

Le numerose piccole e medie imprese della provincia di Salerno, dove si erge il PAE, ora sono consapevoli di come il Parco possa essere un punto di attrazione. Intorno a Paestum si crea e si rafforza lo spirito d’appartenenza al territorio, e si fa rete. L’obiettivo è promuovere un turismo lento, di cui l’enogastronomia e la cultura siano le componenti essenziali, capaci di coinvolgere attivamente la comunità e l’imprenditoria locale.

@ Riproduzione riservata

di Virginia Piazza


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