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Fondazioni d'impresa

Koolhaas sbarca a Parigi grazie a Lafayette

Un nuovo centro d’arte privato, della Fondation Galeries Lafayette, apre le porte a Parigi a tre anni dall’inaugurazione della Fondation Vuitton e a un anno dall’apertura della Fondation Pinault nel Palazzo de la Bourse du Commerce.

Non un centro di arte contemporanea che realizzi grandi esposizioni o progetti chiavi in mano proposti da esperti esterni, ma un nuovo modello di fondazione, centro multidisciplinare e laboratorio di produzione in cui artisti francesi e internazionali appartenenti ad ambiti diversi potranno creare e sviluppare le loro opere. Questa è la strada che ha deciso di percorrere “Lafayette Anticipations” la nuova fondazione creata dal Gruppo Gallerie Lafayette e dalla famiglia azionista, Moulin, nel 2013 a sostegno dell’arte contemporanea che ha aperto i suoi battenti il 10 marzo a Parigi.
Un centro di sviluppo per tutte le creazioni del nostro secolo, dall’arte contemporanea, al design, alla moda i cui spazi sono a disposizione degli artisti per produrre, sperimentare e esporre nuove opere.
La Fondazione d’impresa ha sede in una bella struttura industriale del XIX secolo, nel cuore del Marais- al 9 di Rue de la Platre-, che l’architetto olandese Rem Koolhaas, con un budget di 21 milioni di euro,  nel suo primo intervento nella capitale,  ha saputo riabilitare e ristrutturare rispettando le esigenze di conservazione e di tutela patrimoniale e allo stesso tempo creando un edificio di grande flessibilità, che possa adattarsi a progetti curatoriali molto diversi. Attraverso l’inserimento, nel cortile centrale del palazzo, di una torre espositiva in acciaio e vetro dotata di 4 piattaforme mobili, Koolhaas e la sua agenzia OMA hanno creato uno spazio in grado di assumere fino a quaranta configurazioni diverse. 2.200mq sono strutturati su cinque piani in cui la Fondazione ospiterà esposizioni (840 mq), laboratori di produzione, atelier rivolti a un pubblico di tutti i generi, anche ai bambini e alle famiglie, per incontrare e sperimentare la creazione artistica, oltre ad un café ristorante, rigorosamente all’insegna dello “slow food”, e una boutique.

Il progetto, lanciato cinque anni fa dal Presidente della Fondazione, Guillaume Houzé (classe 1981, direttore della comunicazione delle Galeries Lafayette) e diretto da Francois Quentin, è stato immaginato come luogo di incontro con gli artisti in grado di rispondere ai loro bisogni ed alle loro necessità di creazione. Artisti invitati ad esprimersi anche in una dimensione collettiva attraverso collaborazioni con altri creatori ed artigiani, in una logica di dialogo con il territorio e il quartiere del Marais. Una fucina al servizio della creazione contemporanea, una grande bottega di arte che mette a loro disposizione ateliers per la lavorazione del legno, del metallo, della serigrafia e della pittura o laboratori per il montaggio di video così come uno studio dedicato alla meditazione.  Un dialogo che coinvolge anche il pubblico di qualsiasi genere ed età a cui la Fondazione rende accessibile lo spazio attraverso politiche di prezzo alla portata di qualsiasi portafoglio.

La Fondazione ha aperto la stagione espositiva con una installazione, negli spazi del sottosuolo, dell’artista francese Camille Blatrix che si ispira ai pozzi geotermici e alla rete di fluidi che attraversano l’edificio interpretandoli come generatori di un flusso di energia che attraversa tutti gli spazi.

L’insieme dei piani alti è invece dedicato all’esposizione monografica dell’americana Lutz Bacher “The Silence of the Sea” che veste tutti gli spazi di immagini, suoni, luci, film trasparenti e paillettes modificando nello spettatore la percezione della struttura e coinvolgendolo in un viaggio di grande richiamo simbolico.  Come di valore simbolico sono le scie di paillettes dell’installazione  che trascinate dai visitatori e dai bambini che giocano rotolandosi sul suolo cosparso come di sabbia, creano luminosi fili che attraversano il Marais e disegnano percorsi iridescenti fino al vicino Centro Pompidou.

“Non sappiamo nulla dell’avvenire ma credo che uno sforzo comune verso la  creatività, avrà l’effetto di contribuire alla sua invenzione”, afferma nella sua missione la nuova fondazione d’impresa.

© Riproduzione riservata

di Cristina Casoli


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