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Creare valore nel tempo: i 25 anni di Intrapresae Guggenheim tra tradizione e futuro.

La storia del primo progetto di corporate membership di un museo in Italia raccontata dai suoi protagonisti: Philip Rylands direttore della Collezione Peggy Guggenheim, Michela Bondardo ideatrice del progetto e i dirigenti di tre aziende del gruppo.


La Collezione Peggy Guggenheim è un’impresa culturale che funziona. Molti musei italiani potrebbero venire a scuola di Guggenheim” ha dichiarato Giovanna Forlanelli, presidente della Fondazione Luigi Rovati aprendo il suo intervento all’evento di celebrazione dei 25 anni di Intrapresae Guggenheimlo scorso 15 marzo alla Bologna Business School.
Il programma di corporate membership del museo veneziano (che è parte della Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York) compie quest’anno un quarto di secolo. Un traguardo importante per un’istituzione nata nel 1980 che l’anno scorso ha toccato il suo record di visitatori (413.499 presenze, il museo veneziano più visitato dopo Palazzo Ducale) ed è sostenuta da un’ampia community online che lo posiziona tra i musei più “social” d’Italia.
Essere stati tra i primi a credere e investire sullo sviluppo di Venezia come città d’arte aperta al contemporaneo ha fatto la differenza: il recente approdo in laguna di realtà come la Fondazione Pinault, la Fondazione Prada, la Fondazione Vedova e l’Espace Louis Vuitton non ha fatto che rafforzare quella vocazione internazionale avviata dalla Biennale già agli inizi del Novecento.
Come racconta il direttore Philip Rylands, “Intrapresae nasce nel 1992 da un’idea di Michela Bondardo, allora junior member del Solomon R. Guggenheim Museum di New York, per andare oltre il classico modello di corporate membership focalizzato sul sostegno di una singola mostra, ma disegnando un progetto basato sulla continuità di relazione e la scelta strategica di comunicare attraverso cultura. Le aziende si trasformano così da sostenitori a fabbricatori di cultura.”
Venticinque anni fa nessun altro museo al mondo avrebbe accettato di sperimentare un nuovo modo di vivere il museo – sottolinea Michela Bondardo - Intrapresae nasce dall’idea di andare oltre il concetto di sponsor. L’obiettivo era trovare una fonte sostenibile per il museo (ndr: il Guggenheim si sostiene con le proprie entrate) e dare l’occasione alle imprese di creare un nuovo pensiero. Il successo del progetto sta nella creazione di un rapporto alla pari con le aziende: abbiamo sempre cercato di venire incontro alle loro esigenze con equilibrio e rispetto reciproco, costruendo una conversazione armonica che permette di creare valore nel tempo.Il valore di questa operazione sta nella pratica, la differenza la fanno le azioni. “
“Intrapresae si è sempre fondata sui principi di condivisione e impegno culturale. Condividere questa esperienza con altre eccellenze ci ha permesso di contribuire a promuovere creatività e innovazione a livello mondiale afferma Edoardo Caovilla, Direttore Creativo Caovilla
Ne parla Carlo Giordanetti,  Direttore Creativo Swatch “Intrapresae è oggi una comunità dinamica e animata, fondata sullo scambio e su un dialogo stimolante e che ispira nuovi progetti. Molti percorsi innovativi si possono immaginare ancora, e sarà per Swatch Group interessante e affascinante essere parte di questa ricerca verso il futuro modo di comunicare intorno al mondo dell'arte, delle istituzioni private, e alle modalità della loro interazione “
Dal 1992 la crescita del progetto è stata costante: in 25 anni hanno aderito complessivamente 71 imprese, dalle 10 aziende fondatrici del 1992/1993 al gruppo attualedi 22 realtà imprenditoriali italiane e internazionali che coniugano l’eccellenza nel proprio settore con la passione per l’arte delle persone che le rappresentano.
“Oggi abbiamo raggiunto una massa critica che si traduce anche in una componente fissa del bilancio preventivo del museosottolinea Philip Rylands - La continuità permette di massimizzare i benefici di comunicazione e offrire una garanzia di programmazione alla nostra istituzione. “
Distinguendosi dalle formule per lo più individuali del Guggenheim di New York e Bilbao, la proposta veneziana di corporate membership si fonda sulla partecipazione e sul networking: alle imprese, a cui viene chiesta una fee annuale di 21 mila euro +iva (oltre che una fee di ingresso di 11.000 euro con l’impegno di aderire per almeno 2 anni) e garantita l’esclusività merceologica, sono offerte una serie di opportunità di partecipazione attiva sia per la dirigenza che per i dipendenti.
Oltre ai benefit diventati ormai classici (visibilità sugli strumenti di comunicazione del museo, diritto di prelazione per sponsorizzazioni in specifici progetti, corporate card e pass omaggio per i propri ospiti, copie gratuite dei cataloghi, ingresso gratuito per i dipendenti, networking tra i soci aziendali) da sottolineare la possibilità di ospitare eventi e visite private anche nelle sedi Guggenheim di New York e Bilbao, sfruttando il network internazionale della fondazione madre.
“La nostra partecipazione a sostegno di una prestigiosa istituzione culturale come il Guggenheim ha portato a un arricchimento culturale personale trasmesso a tutto il gruppo – ricorda Pino Bisazza, uno dei padri fondatori di Intrapresae e presidente di Trend - dando vita a nuove produzioni di alto valore artigianale-artistico.”
Un altro elemento chiave del successo del progetto è la figura di Peggy Guggenheim, spirito dinamico e collezionista appassionata che ha aperto la sua casa al mondo dell’arte riuscendo a mescolare creatività e glamour. “Con la sua figura straordinaria condividiamo lo spirito audace e al tempo stesso sensuale delle nostre creazioni, sempre caratterizzate da una spiccata personalità, femminilità e da un tocco di stravaganza. Crediamo nel potere dell’espressione artistica e siamo onorati di poter sostenere uno dei musei più importanti nel panorama artistico internazionale” conclude Edoardo Caovilla.
“Swatch è entrata in Intrapresae Collezione Guggenheim praticamente dall'inizio del progetto nel 1993. La decisione fu presa perché per un marchio giovane come Swatch, che ha sempre creduto nella figura dell'artista come uno dei fondamenti e dei motori di energie positive nella società, era importante condividere questi valori con interlocutori che potessero essere fonte di confronto e ispirazione. Lo spirito di un personaggio come Peggy Guggenheim poi, pioniera e provocatrice, animata da grandi passioni, rispecchia appieno i valori della nostra azienda: ricerca, innovazione, voglia di sorprendere e di esplorare nuovi linguaggi”, afferma Carlo Giordanetti.
Il 25° compleanno del museo è stata l’occasione per rinnovare l’immagine coordinata del progetto con un nuovo naming (Guggenheim Intrapresæ), un nuovo pay-off (Condividiamo una passione. Disegniamo il futuro) e una nuova immagine che ruota intorno al segno grafico del “+”, simbolo di unione e di crescita valoriale.

Intrapresae, Guggenheim, Peggy, corporate membership Philippe Rylands, Michela Bondardo, Caovilla, Trend, Swatch, #disegniamoilfuturo

di Francesca Panzarin


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