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Fair Play: arte e sport in video al Maxxi

Lo sport si sposa con l'arte: la mostra Fair Play al Maxxi come esempio del valore portante della cultura nell'esprimere linguaggi e visioni anche fuori dal proprio ambito. Ci crede l'Isitutio di Credito Sportivo sempre più orientato a sostenere iniziative culturali

Il rapporto fra sport e arte, sia pure con modalità diverse e legami più o meno stretti in funzione dei differenti momenti storici, ricorre in tutto l'arco di sviluppo della cultura occidentale. Nell'arte classica greca e romana per gli artisti era importante riuscire a rappresentare il corpo umano nel modo più realistico possibile, motivo per cui si cimentarono con i ritratti degli atleti vincitori delle Olimpiadi che venivano esposti nei templi.
Questo rapporto di fascinazione degli artisti per il corpo umano è continuato ininterrottamente nel corso dei secoli fino alle avanguardie storiche del '900 che trovarono in alcuni sport come la corsa, la danza, il motociclismo e l'equitazione un terreno fecondo per rappresentare velocità e movimento. Oggi il concetto di sport è diventato particolarmente complesso e così dunque la sua raffigurazione attraverso l'arte. In Europa come nel mondo, lo sport è diventato fenomeno sociale, momento di aggregazione, nel quale uomini e donne imparano la tolleranza e il rispetto verso l'altro. Allo stesso tempo, provoca anche scontri in cui i nobili ideali della competizione ereditati dal passato sono spesso dimenticati.
Infine, lo sport è considerato anche come un bene di consumo, attorno al quale ruota un colossale mercato più attento ai profitti che agli ideali. L'arte trova quindi nelle discipline sportive un fecondo campo di suggestioni per una riflessione sui vari aspetti della società moderna.
Concentrandosi sul linguaggio video, le opere sono presentate tutte insieme, in uno spazio oscurato ed indiviso di circa 450 mq. L'idea di un allestimento "aperto" e di grande impatto visivo, pur rispettando l'individualità di ogni opera, tende a configurare un mosaico di immagini tra le quali i visitatori possono muoversi liberamente, indossando apposite cuffie audio, e concentrarsi sui singoli lavori. Le immagini trasmettono, di volta in volta, grazia, sforzo, solitudine, ordine ma anche imperfezioni, antagonismi, devianze.
«La scelta di concentrare la mostra “Fair Play” sul linguaggio video tiene dell’inscindibile rapporto che oggi si è instaurato tra televisione e sport» spiegano le curatrici della mostra, Cristiana Parrella e Paola Ugolini. «L’immagine mediale è oggi la forma più consueta di rappresentazione dell’attività atletica. Nell’utilizzarla, gli artisti spesso ne scardinano le regole, cercano al suo interno possibilità di narrazioni diverse, critiche o poetiche, giocano con i generi televisivi e li sovvertono».
Fair Play si apre così con l’opera di Gordon e Parreno. In occasione di Real Madrid–Villareal i due artisti riprendono Zinedine Zidane con 17 potentissime macchine da presa poste a bordo campo. Si concentrano sul volto e sul corpo del calciatore, raccontando espressioni, tensioni ed emozioni: il lato umano del Campione, la partita fa semplicemente da cornice.
Dal campo agli spalti. Stadio Maracanà di Rio de Janeiro, Stephen Dean mostra l’altra faccia del calcio: i cori, la musica, tutto il calore della torcida brasiliana.
Molte opere trattano tematiche spinose come discriminazione, violenza, guerra.  Di forte impatto emotivo è l’opera di Paolo Canevari: sullo sfondo di un palazzo sventrato dalle bombe, in una Belgrado spettrale, un bambino gioca a calcio. A una più attenta osservazione ci si accorge però che ciò che il giovanissimo calciatore palleggia abilmente non è un pallone, bensì un teschio umano.
L'iniziativa, realizzata sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è stata promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per gli affari regionali, le autonomie e lo sport, in collaborazione con l'Istituto per il Credito Sportivo ed la Fondazione MAXXI, nell'ambito del programma sport del semestre di Presidenza Italiano dell'Unione Europea.
Banca pubblica leader nel finanziamento all’impiantistica sportiva da oltre cinquant’anni, l'Istituto per il Credito Sportivo  ha finanziato il 75% degli impianti sportivi del Paese attraverso la concessione di mutui con tassi particolarmente agevolati. Le nuove strategie aziendali sono orientate ad ampliare i propri ambiti di intervento anche al settore culturale, in una visione più trasversale del concetto di risorsa culturale e nell'ottica di sostenere “lo sviluppo di un tessuto economico generatore di valore e di progresso”.

© Riproduzione riservata

di Francesca Sereno


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