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WAITING FOR EXPO

Milano tra fuori Expo e dopo Expo

Seconda puntata della panoramica sui progetti di impresa&cultura in vista dell’Expo. I sondaggi premiano la vivacità di Milano. Le proposte più interessanti oggi sono quelle della città che guarda oltre il 2015

«C'è un fervore che non avevo mai visto prima, un grande fervore che fa ben sperare non solo per l'Expo, ma soprattutto per il dopo Expo». In una recente intervista al Corriere della Sera, il Presidente della Triennale Claudio De Albertis descrive così il clima che si respira oggi a Milano.
La vivacità e l’attrattività di una città: questo è il tema cruciale e tutti gli attori politici, economici, culturali e sociali milanesi stanno lavorando per coglierne l'opportunità.

Anche i sondaggi locali e internazionali confermano questa sensazione di creatività diffusa.
In rete continua a crescere sul web il sentiment positivo nei confronti di Expo Milano 2015:su 86mila commenti online nel mese di settembre 2014, la maggior parte lo veda come una «manifestazione mondiale capace di attrarre attenzione e partnership globali» (Voices from the Blogs). L’attesa di eventi è il primo motivo di soddisfazione su Expo in Italia e tra i primi all’estero. Per gli europei sono tra le principali ragioni di interesse, prima motivazione per il 12% dei cittadini.
Anche secondo Lonely Planet e la sua recente ricerca Best in Travel 2015 (la guida che raccoglie e suggerisce le tendenze di viaggio e le mete destinate a diventare più popolari nel corso del 2015), Milano è tra le migliori città turistiche per il prossimo anno, unica città italiana selezionata, sul podio dopo Washington (USA) e El Chaltén (Argentina).
In ottobre un altro riconoscimento è arrivato da ICity Rate che ha proclamato Milano la città più smart d’Italia, passando dal 5° posto del 2012 al 1° posto di oggi e superando realtà come Bologna, Firenze e Modena grazie alla scelta di soluzione innovative di mobilità e connettività.

Il focus è dunque la città.

L’attenzione sul sito di Rho è legata ancora al cronoprogramma sul timing dei lavori dei padiglioni. L’unica novità di questi giorni è la presentazione del progetto di Siemens, i Portali di Expo, quattro sculture a forma di albero di 10 metri di altezza collocati agli angoli di Piazza Italia disegnate da Daniel Libeskind per esemplificare la relazione dinamica tra arte e tecnologia e celebrare lo spazio pubblico.

A livello regionale la strategia della giunta Maroni per Expo2015 è divisa tra i progetti per il territorio dell’assessorato alla cultura e le idee (con relative immancabili polemiche) del suo ambasciatore Vittorio Sgarbi, che ha annunciato di voler creare una serie di Padiglioni in diversi palazzi della città (con minimo coordinamento con gli altri enti locali) e di voler far arrivare a Milano una serie di opere rappresentative da tutt’Italia (prestiti finora quasi sempre bloccati).

Le grandi istituzioni della città cominciano invece a presentare i loro progetti, con visioni e strategie diverse per il fuori Expo.
Per promuovere i luoghi di cultura a Milano durante il 2015 il Touring Club Italiano in collaborazione con il Comune di Milano ha presentato l'iniziativa Aperti al Mondo, che permetterà l'apertura prolungata dei siti d'arte altrimenti inaccessibili al pubblico o aperti con forti limitazioni di orario grazie all'aiuto di numerosi volontari. In contemporanea ci saranno anche iniziative culturali, musicali e artistiche, come già accade durante «Aperti per Voi», il progetto che TCI porta avanti da tempo.

LaTriennale(unica manifestazione italiana a rientrare nella BIE - Bureau of International Expositions, l’organizzazione intergovernativa che gestisce le esposizioni universali nel mondo), che durante Expo sarà l’unico padiglione fuori dal sito, per evitare il calo di tensione guarda già oltre il 2015 con la XXI Triennale 2016. XXI Century. Design After Design, una serie di iniziative disseminate nella città e sul territorio (Villa Reale di Monza, Hangar-Bicocca, Fabbrica del Vapore, Politenico, IULM) per abbattere i confini tra discipline e proporre al visitatore un coinvolgimento attivo.
Per far fronte all’impennata di turisti che nei sei mesi dell’Expo del 2015 vorranno visitare il Cenacolo vinciano di Santa Maria delle Grazie la Soprintendenzaè da mesi al lavoro su due fronti: allungare l’orario di apertura fino alle h 23 e dirottare chi comunque non potrà vedere l’originale su una copia digitale da esporre nel vicino Palazzo delle Stelline ispirata al doppione realizzato dal regista Peter Greenaway nel 2008.

La Pinacoteca di Brera ha presentato da poco il suo programma «Brera per l’Expo: Le mostre»: tra aprile 2015 e gennaio 2016 si susseguiranno quattro mostre costruite come un dialogo continuo tra i capolavori della collezione della Pinacoteca[1] opere che arriveranno da importanti collezioni museali. Budget complessivo di 1.500.000 euro e previsione di ingressi di 350.000 visitatori.  Il costo del biglietto sarà unificato a 10 euro per le collezioni e le mostre.
Per l’Expo si pensa anche alla creazione di un ristorante interno in cui le specialità e i piatti saranno intitolati come i quadri esposti nelle collezioni.
Peccato che il bando per le mostre sia apparso solo a fine ottobre (a progetti scientifici già chiusi), che si parli di “occasioni di partnership e mecenatismo culturale” (e non di proposta di partnership continuativa tra impresa e cultura) e si elenchino una serie di “benefits” molto tradizionali come la presenza del logo dello sponsor sul sito web della Pinacoteca (peraltro  molto vecchio) senza citare i social network (che sono invece una forma di comunicazione che Brera sta avviando).
Il recente “regalo” di 300.000 euro di Armani per la mostra di Bramante che si inaugurerà i 4 dicembre permetterà di realizzare l’esposizione ma è non rappresenta un modello virtuoso.

A meno di 200 giorni dall’inizio dell’Expo, la proposta culturale oggi più interessante è Expo in città, un progetto innovativo e diffuso di “accompagnamento” alla kermesse internazionale per farla dialogare la città e nel suo tessuto produttivo.
Il Comune di Milano e la Camera di Commercio, dopo la prova generale dello scorso maggio, stanno infatti facendo da cabina di regia a un palinsesto di eventi che coinvolgerà per 184 giorni la città e l’area metropolitana con mostre, concerti, convegni scientifici, spettacoli, eventi sportivi, festival, rassegne cinematografiche, manifestazioni sui temi agroalimentari e sociali.
Il progetto prende ispirazione da sei famose opere d’arte icone custodite nei musei milanesi che hanno una stretta relazione con la città[2]. Ciascuna opera d’arte farà da guida ideale e simbolica agli eventi dei sei mesi di Expo. Dieci le parole chiave che serviranno da mappa di riferimento per gli operatori culturali prima e i visitatori dopo[3].
Già ad oggi i numeri del progetto sono già imponenti: 500 location, 200 iniziative che daranno vita a circa 7.000 appuntamenti, oltre 1000 operatori coinvolti. Diversi Paesi (Francia, Cina, Austria, Giappone, Indonesia) e città estere (Barcellona, Shangai, Melbourne, Birmingham) hanno presentato progetti di eventi cittadini.
“Expo in città: Milano, a place to be” avrà anche una colonna sonora che accompagnerà la campagna di comunicazione istituzionale di tutto il palinsesto: un logo sonoro composto dal musicista Giovanni Sollima.
Per sottolineare il dinamismo imprenditoriale e culturale della città “Expo in città” sarà anche catalizzatore di altre iniziative: con “Ambassador” gli esercizi commerciali diventeranno punti informativi di Expo per cittadini e turisti impegnandosi al rispetto di un decalogo per migliorare l’accoglienza del visitatore (apertura estiva, lingua inglese, prezzi trasparenti, ect..)
Per la prima volta nella storia delle esposizioni universali, un programma di eventi fuori dal sito, coordinato con la società Expo, entrerà nel palinsesto ufficiale di Expo Milano 2015. La BIE sta valutando di integrarlo nel protocollo delle prossime esposizioni universali come strumento per aumentare la desiderabilità della città.

Per l’Expo l’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano ha annunciato anche l’apertura di tre nuovi musei: il Museo delle Culture disegnato da David Chipperfield negli spazi dell' ex Ansaldo per diventare un crocevia multiculturale, la Sala delle Asse restaurata che permetterà l’accesso a un capolavoro leonardesco poco noto e il Museo della Pietà Rondanini al Castello Sforzesco su progetto allestitivo di Michele de Lucchi.
Da maggio a ottobre 2015 a Palazzo Reale si succederanno tre grandi mostre, ciascuna con progetto scientifico e artistico articolato con quadri economici diversificati.[4] Il Museo del Novecento diventerà il Museo ideale del Novecento grazie all’arrivo di capolavori provenienti dai maggiori musei d’arte italiane del XX secolo. Il MUBA, il Museo dei Bambini collaborerà con ExpoMilano2015 al progetto Childrenshare-Expo e proporrà campus e laboratori all’interno della Rotonda di via Besana.

Il progetto «Expo in città» è un segnale della capacità di una citta di saper lavorare su una cultura dell’evento, «prima» dell’evento e con lo sguardo a ciò che lascerà in eredità “dopo” evento, integrando la cultura nella strategia politica complessiva e non limitandosi a darle in ruolo di settore da inserire ex post o semplice catalizzatore di interessi momentanei.
L’integrazione tra visita alla piattaforma espositiva ed esperienza sul territorio è anche l’obiettivo di Explora (la società partecipata da Camera di Commercio, Expo spa, Regione Lombardia e Unioncamere) che si propone di aumentare il business nel dopo-kermesse aumentando il tempo di permanenza medio a Milano che oggi è di un giorno e mezzo.
Sull’esempio del riposizionamento che città italiane sede di recenti mega eventi come Genova e Torino sono riuscite a costruire, con Expo2015 anche Milano ha la possibilità di cambiare la sua immagine e reputazione internazionale dall’attuale supermercato per lo shopping a città d’arte capace di offrire una proposta culturale diversificata e di qualità.

A fine 2015 la verifica dell’efficacia delle partnership tra pubblico e privato e l’attivazione responsabile della community locale saranno il banco di prova della crescita di Milano come vera città smart anche dal punto di vista della cultura e della knowledge economy, in cui vivere e investire anche dopo Expo.


© Riproduzione riservata




[1] Perugino e Raffaello, Lo Sposalizio della Vergine. Dialogo tra maestro e allievo” (15 aprile -12 luglio 2015); Il Primato del Disegno. Da Mantegna a Modigliani: i Disegni dei grandi maestri a confronto con i dipinti della Pinacoteca di Brera” (28 aprile -19 luglio 2015); “Il Bacio di Francesco Hayez: Il bel Paese tra unità, gioventù e amore” (4 agosto - 13 settembre 2015); Tesori di Lombardia - capolavori tutelati dalle collezioni private lombarde (22 settembre - 10 gennaio 2016).
[2] ‘Il Quarto Stato di Pelizza da Volpedo’, ‘Il Bacio di Hayez’, ‘Lo Sposalizio della Vergine di Raffaello’, ‘La Pietà Rondanini di Michelangelo’, ‘Il Concetto Spaziale di Lucio Fontana’, ‘L’Ultima Cena di Leonardo’.
[3] Il programma è declinato intorno a dieci parole chiave intorno alle quali si sviluppa il palinsesto: Performance, Art, Media, Creativity&Style, Leonardo, Kids, Science, Wellbeing, Città Mondo e Feed the Planet.
[4] Leonardo da Vinci 1452-1519 (15 aoriel-19 luglio), Giotto, l’Italia. Da Assisi a Milano (2 settembre-10 gennaio), Natura. Mito e paesaggio dalla Magna Grecia a Pompei (VI sec. A.c.-I sec.d.c.)


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