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Fino al 27 settembre, allo Spazio 107 di Torino, «A Est di niente» arte contemporanea dall'asia centrale postsovietica. Nella foto, lavoro dello Z.A.D group (Kyrgyzstan)
La Guida alla Biennale 2009
La copertina
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La mappa degli eventi di Venezia
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I Padiglioni nazionali
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Tutti gli artisti
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Gli eventi collaterali ufficiali
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Tutta la Guida, formato .zip 1,3MB
È in edicola «Il Giornale dell’Arte n. 288», Giugno 2009
Contiene la rivista «Vernissage», la Guida alla Biennale e Vedere a Venezia.
In edicola o in abbonamento.
Opinioni & Documenti in esclusiva
• In Gran Bretagna. «Bellezza» è una parolacciaPerché gli inglesi disdegnano il bello proprio quando ne hanno più bisogno
come via d’uscita dalle preoccupazioni di tutti i giorni? di Simon Jenkins presidente del National Trust
• In Italia. Emergenza pollo! Dai re maya a Chirac l’arte è stata funzionale a precisi progetti politici. Non deve
stupire, quindi, che nel nostro Paese, in mancanza di progetti o in presenza di
nuovi strumenti di manipolazione del consenso, i beni culturali siano disprezzati Antonio Aimi, americanista
•Il pozzo di san Patrizio Mi sono dimesso Perché? Perché in Italia non si produce cultura Walter Santagata, professore di Economia dei Beni culturali, Università di Torino
• Gli amici dei mostri. Vezzosa in tinta. Le trouvailles di Gaggero & Luccardini, architetti e collezionisti di mostri architettonici
• L'avvocato dell'arte. Ci metto la firma. L’autografia certifica l’atto creativo ma la grafologia dev’essere comprovata dai dati stilistici e morelliani Fabrizio Lemme, professore di Diritto penale dell’economia, Università di Siena
• Il criptico d’arte. L’ottovolante di Tuzzi. Un caso eccezionale: un giallo d’arte letterariamente tosto Flaminio
Gualdoni, storico dell’arte
• Il Giornale dei detective dell’arte Le denuncie di incuria e di scempi nei confronti del patrimonio nelle lettere al FAI e al Giornale dell’Arte.
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Kirkeby sui Pirenei
È stata inaugurata il 27 giugno la nuova opera di Per Kirkeby, nella valle di Plan, sulle montagne pirenaiche. L’intervento si colloca in un progetto di promozione dell’arte contemporanea sostenuto dal Governo dell’Aragona, in collaborazione con il Centro de Arte y Nauraleza (CDAN) e la Fondación Beulas di Huesca. L’opera di Kirkeby infatti è l’ultima di una serie di allestimenti che hanno punteggiato la regione aragonese, con incarichi affidati ad artisti provenienti da tutta Europa, che hanno collocato i loro lavori con attenzione privilegiata al contesto paesaggistico. Anche nel caso di Kirkeby le forme del territorio assumono [...]
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L’emeroteca di oggi
☑ Eva Rothschild e l’installazione alla Tate Modern
☑ Una visita virtuale al Nuovo museo dell’Acropoli
☑ L’ultimo quadro trovato tra le macerie in Abruzzo
☑ A Orvieto la «Maestà» ritrova il suo posto
☑ Photoespaña 09
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Acropoli di Atene Apre il 20 giugno il Museo da 130 milioni di Euro
ATENE. Il 20 maggio il ministro greco per la Cultura Antonis Samaras ha annunciato ufficialmente l’apertura il 20 giugno del Nuovo Museo dell’Acropoli (già prevista per lo scorso settembre, dopo essere slittate le inaugurazioni del 2004 per le Olimpiadi e del 2006, Ndr; cfr. n. 276, mag. ’08, p. 63). Progettato da Bernard Tschumi e costato circa 130 milioni di euro, il nuovo grandioso edificio accoglierà 4mila manufatti: oggetti recuperati sulle pendici dell’Acropoli (esposti nella rampa di vetro), reperti dell’epoca del Partenone, successivi al Partenone e romani (secondo piano) e i fregi del Partenone (terzo e ultimo piano). Tra gli oggetti in mostra ci saranno anche i magnifici rilievi dei frontoni cariatidi dell’Eretteo e i fregi del Tempio di Atena Nike. Le manifestazioni che accompagnano l’apertura del museo, per un costo di circa 3 milioni di euro, prenderanno il via il 10 giugno, quando tutte le principali strade, gli autobus, la metropolitana e i tram di Atene saranno tappezzate di manifesti. In tre giorni (17, 18 e 19 giugno) il nuovo museo sarà presentato alla stampa, al personale greco del museo, alle scuole di archeologi stranieri in Grecia e al mondo dell’arte e della cultura, mentre l’apertura ufficiale è fissata per la sera del 20 giugno, quando saranno presenti capi di Stato, ministri e commissari europei.
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A due mesi dal sisma in Abruzzo «Per ricostruire ci vorranno forse 10 anni»
L’AQUILA. Nella cosiddetta«zona rossa» della città l’attivitàè febbrile da parte dei Vigilidel fuoco che stanno lavorandoda giorni, con l’ausilio dienormi gru, alla cupola e allafacciata di Santa Maria del Suffragio,al Castello cinquecentescoe a quasi tutte le numerosechiese aquilane colpite dal sismadel 6 aprile (cfr. lo scorsonumero, p. 1). Ovunque si susseguonostraordinari lavori dicarpenteria, strutture ligneecreate per sostenere portali, finestree archi, ma anche costruzionimetalliche complesse, comeil grande «ragno» calato all’internodella cupola del Valadier.Rispetto a quanto già notoe alla stessa lista dei 44 monumentistilata dal Ministero perun restauro urgente (cfr. lo scorsonumero, p. 20) [...]
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L’anno terribile a New york. Contemporaneo –77%
NEW YORK. Le aspettative delle aste di arte impressionista e moderna di Sotheby’s e Christie’s, che si sono tenute a New York tra il 5 e l’8 maggio, non erano delle più ottimistiche. Tranne alcune eccezioni però i risultati hanno dimostrato la perdurante capacità del mercato di mettere a segno qualche buon prezzo, anche se a livelli inferiori rispetto a un tempo. I cataloghi riflettevano la nuova realtà del mercato dell’arte: erano decisamente ridotti, per via della scarsità dell’offerta. «Ottenere consegne è stato come arrampicarsi sugli specchi », ammetteva Charlie Moffett, specialista di Sotheby’s. I proprietari delle opere se le tengono, ribadiva il suo collega David Norman, perché anche i collezionisti colpiti dalla recessione «hanno scelto di liquidare prima altri loro beni, e in tutti i casi, i patrimoni più consistenti non sono ancora giunti al punto di dover vendere le proprie opere d’arte». «Le vendite non sono ancora arrivate al livello che ci aspettavamo », proseguiva Norman rispondendo a domande sulla questione della frode miliardaria di Bernard Madoff (cfr. lo scorso numero, p. 69). Tuttavia, entrambi i cover lot delle aste serali, due Picasso, erano stati consegnati da vittime del famigerato «schema Ponzi» del finanziere ebreo. Le aste partivano la sera del 5 maggio da Sotheby’s, dove un’elegante platea si contendeva un catalogo striminzito, conseguenza di un’ulteriore giro di vite alle spese da parte della casa d’aste. Sotheby’s aveva reclamizzato moltissimo le due opere più costose della settimana.
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